Iperammortamento 2026: a che punto siamo?

Iperammortamento 2026: a che punto siamo?

14-04-2026   /   Pellegrino Consulting

Tra conferme e nodi ancora aperti, il 2026 richiede un approcio più attento nella gestione degli investimenti agevolati.

L'iperammortamento 2026 è ufficialmente operativo: il decreto attuativo è in fase di firma e la piena operatività della misura è attesa dopo la metà di maggio 2026.

Le attuali certezze e le modifiche già ufficiali

La misura, introdotta dalla Legge di Bilancio 2025, resterà attiva fino al 30 settembre 2028 e prevede importanti maggiorazioni sugli investimenti in beni strumentali:

• 180% fino a 2,5 milioni di euro;
• 100% oltre 2,5 e fino a 10 milioni;
• 50% oltre 10 e fino a 20 milioni.

Rimozione del vincolo Made in EU per i beni strumentali;

Aggiornamento degli elenchi dei beni agevolabili, in particolare sono state introdotte nuove voci relative a:

• impianti tecnologici necessari a garantire le condizioni ambientali e operative dei processi produttivi;
• Infrastrutture di calcolo per intelligenza artificiale e simulazione;
• Infrastrutture di connettività industriale;
• Infrastrutture di sicurezza informatica OT/IT

Particolare attenzione è posta ai temi dell'intelligenza artificiale, della cybersecurity e della sostenibilità.

Le anticipazioni del decreto attuativo

• Avvio degli investimenti: sono ammessi gli investimenti completati tra il 1 gennaio 2026 e il 30 settembre 2028. Il momento rilevante è la consegna del bene, non l'ordine: chi ha ordinato entro fine 2025 con consegna dopo il 1° gennaio 2026 può quindi accedere all'incentivo;

• Le soglie massime di investimento (che determinano la maggiorazione applicata) sono riferite alle singole annualità, e non all'intero triennio;

• Software SaaS: il beneficio è calcolato anche sui canoni di accesso ai software in modalità as-a-service, limitatamente alla quota di competenza di ciascun periodo d'imposta;

• Energia rinnovabile: gli investimenti in autoproduzione di energia da fonti rinnovabili sono agevolabili autonomamente, senza necessità di abbinarli ai beni degli allegati IV e V. Sono inclusi anche i sistemi di accumulo collegati a impianti già esistenti.

Cosa fare subito

In questa fase è fondamentale:

• tracciare correttamente ordini e contratti, soprattutto per investimenti avviati nel 2025;
• verificare l’ammissibilità dei beni secondo i nuovi allegati.

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